
Una luminosa giornata di primavera, una ridente valle
della Svizzera italiana con il Ticino che scorre veloce verso il lago,
l’autostrada, la strada che attraversa piccoli paesi in cui la vita scorre
tranquilla e naturalmente, immancabile, la ferrovia. Come sempre, in Svizzera,
il binario sembra valorizzare il territorio anziché deturparlo: e credo sia
vero per tutti e non solo per un appassionato.
Tornai sui miei passi (più prosaicamente, feci
un’inversione ad U) e la macchia rossa che avevo memorizzato fra due immobili
della stazione prende forma compiuta: era la I di MÄRKLIN!!!!!
Uno dei vagoni che formavano il convoglio merci, nascosto dietro la stazione, era un carro MÄRKLIN, vero naturalmente, che si stagliava lucente fra tutti gli altri.
Personalmente non credevo ne esistessero, ed era comunque
il primo che vedevo: meritava dunque una foto almeno con il cellulare, che solo
ora dopo qualche mese sono riuscito a scaricare (le mie conoscenze informatiche
e comunicative sono infinite…..) ed a condividerla con voi. Purtroppo non sono
molto belle, ma sufficienti come testimonianza.

Il mio plastico: