Emilio Mantovani

Precedente Su Successiva

 

Una luminosa giornata di primavera, una ridente valle della Svizzera italiana con il Ticino che scorre veloce verso il lago, l’autostrada, la strada che attraversa piccoli paesi in cui la vita scorre tranquilla e naturalmente, immancabile, la ferrovia. Come sempre, in Svizzera, il binario sembra valorizzare il territorio anziché deturparlo: e credo sia vero per tutti e non solo per un appassionato.

Avevo un’ora da spendere fra due appuntamenti di lavoro, e contavo di controllare la situazione di una certa fabbrica: passando attraverso un paese l’occhio cade inevitabilmente sulla stazione. Senza fermarmi, osservo un locale che riparte lasciando vedere dietro di sé un merci in sosta. Dopo un centinaio di metri mi fermo: lo sguardo aveva rilevato una forma indefinita, ma familiare. Era una sensazione, niente che potessi comprendere ma che valeva la pena di controllare.

Tornai sui miei passi (più prosaicamente, feci un’inversione ad U) e la macchia rossa che avevo memorizzato fra due immobili della stazione prende forma compiuta: era la I di MÄRKLIN!!!!!

Uno dei vagoni che formavano il convoglio merci, nascosto dietro la stazione, era un carro MÄRKLIN, vero naturalmente, che si stagliava lucente fra tutti gli altri.

Personalmente non credevo ne esistessero, ed era comunque il primo che vedevo: meritava dunque una foto almeno con il cellulare, che solo ora dopo qualche mese sono riuscito a scaricare (le mie conoscenze informatiche e comunicative sono infinite…..) ed a condividerla con voi. Purtroppo non sono molto belle, ma sufficienti come testimonianza.

 

 

Il mio plastico:

emilio layout.jpg (303654 byte)

Modulo di Emilio

Precedente Su Successiva