

Mi piace definire la “passione per il trenino” come una passione che è cresciuta insieme a me. Dal mio primo plastico costruito da bambino con mio padre in tante ore di lavoro vissute insieme, a quello in costruzione oggi in cui i binari M di quella infanzia si fondono con la più moderna tecnica digitale, sono passati più di 35 anni, ma il denominatore comune è rimasto lo stesso: MARKLIN, ovvero un nome, ma soprattutto un mito! Una passione che, credo come poche altre, riesce a coinvolgere sensazioni tattili (il peso dei modelli e il freddo del metallo), olfattive (il profumo a caldo dei motori dei vecchi modelli in corsa), visive (la rara bellezza di alcune locomotive) e auditive (il meraviglioso mondo dei suoni digitali).
Tutto questo è Marklin, tutto questo è un hobby che riesce a mescolare insieme il piacere di costruire con quello di giocare, che riesce a dare sfogo alla fantasia e che appassiona ed entusiasma sempre senza ridursi mai soltanto ad una esasperata componente collezionistica. Da tanti anni il treno Marklin è una presenza costante della mia vita, un riferimento sicuro e lo svago per eccellenza a cui dedicare anche soltanto gli ultimi 5 minuti di una giornata qualsiasi. Amo allo stesso modo i modelli cosiddetti “vintage”, così carichi di storia e senza segreti sotto al mantello e quelli attuali così misteriosamente pieni di elettronica e di effetti speciali!
Spero presto di ampliare questo mio impianto in costruzione e con un binario di transizione far coesistere il passato per me irrinunciabile degli sferraglianti binari M con l’austera e un po’ fredda perfezione dei meravigliosi binari C. In fondo il bello di questo nostro hobby è che ognuno di noi può progettare il suo mondo a propria immagine, dando sfogo a tutta la sua fantasia.
Marco Palazzo
photo: Alberto Pedrini