

a cura di Alberto Pedrini
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La nuova stazione è stata collaudata alla due giorni di
Bergamo nel novembre 2008.
Il progetto prevede due aree distinte di manovra, una manuale e una automatica.
Entrambe potranno essere poi sviluppate in modo autonomo su moduli separati
secondo le esigenze.
Si tratta in sostanza dei due soliti fasci di binari, 4 per ogni senso di
marcia, che, montati come a Bergamo con curve di ritorno, sono percorsi entrambi
da ogni treno in transito.
Sul fronte del modulo c'è l'area di composizione convogli e manovra.
Quattro sganciavagoni e due tronchini consentono interessanti cambi di trazione
ai convogli.
Un controllo all'ingresso di stazione mette al rosso il segnale sul modulo
precedente, si può quindi manovrare un piena sicurezza.
Terminate le manovre, o lasciato passare il convoglio in arrivo, i treni escono
dal modulo e percorrono la curva di ritorno per entrare nella stazione
automatica.
Qui, secondo il classico schema a binari occupati tranne uno, il treno impegna
il binario libero, si ferma gradualmente grazie a un signalmodul e comanda la
partenza del treno fermo al binario attiguo a destra. Oltre a questo vengono
predisposti gli scambi per l'arrivo del treno seguente.
A questo punto il treno esce di stazione e tramite un altro comando mette a
rosso tutti i segnali di stazione. Contemporaneamente rimette al verde il
segnale sul modulo precedente consentendo l'ingresso alla stazione manuale del
convoglio successivo.
I tempi di partenza dei treni sono liberamente programmabili e il sistema non è
influenzato dalla presenza di più pattini sul convoglio. Nessun reed è presente,
quindi non sono necessari magneti sotto alle loco. Il sistema non fa uso di
computer.
Aggiornamento - Marzo 2009
Al rientro dall' Expo Model Italy di Verona i moduli sono stati assemblati per le normali operazioni di manutenzione e collaudo.
Per chiudere il circuito ho utilizzato i pannelli provvisori che avevo realizzato per le precedenti riunioni. Con poche modifiche e un paio di tagli ho ricavato due aree di deposito e una per la stazione.
Il plastico si manovra dall'interno con le classiche 6021 e dall'esterno con telecomando infrared della uhlenbrock (con l'apposito adattatore per 6021)
La configurazione è interessante perché consente di osservare il passaggio dei treni da più punti di vista, con la sensazione di essere "dentro" al plastico. Le due aree sono complementari, una con la scenografia e l'altra prettamente tecnica, per le manovre. Ho provato a rendere più fluido il passaggio da una all'altra sporcando di ruggine i binari e inserendo gli edifici in cartoncino già usati sul plastico vintage.
Aggiornamento maggio 2010
L'area di scalo è stata leggermente modificata e in questi giorni è dedicata ai trasporti intermodali. Oltre ai carri Märklin recentemente invecchiati ne sono arrivati due nuovi Kombimodell, tipo T4.1 SBB Hupac con container Bertschi a cui è abbinata anche una motrice con un altro container. Sono anche questi di metallo, più lunghi dei Märklin e vanno montati alcuni aggiuntivi fotoincisi.
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