Mario Casini

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Fin da piccolo, erano i primi anni ‘50, avevo circa 7/8 anni, ho avuto una passione particolare per i treni; ricordo che con mio babbo andavamo a veder passare i treni al passaggio a livello, ora chiuso, in via Bonfadini a Milano, sulla linea che dalla Centrale va verso Bologna e Genova.

Il mio primo treno fu un Conti/CO.MO.GE. a tre rotaie con locomotiva 835 e tre vagoni merci. Con i successivi Natali ricevetti altri vagoni e altre locomotive compresa una stupenda E424 a due motori. Diventato grande e sposatomi mi resi conto che il Conti, prodotto da una società ormai fallita, era un giocattolo e non avrebbe avuto alcuna possibilità di sviluppo.

Dopo aver analizzato i cataloghi di diverse marche optai per i modelli Marklin che secondo il mio parere erano a quei tempi i più dettagliati e fatti con maggior cura. Iniziai allora, erano gli anni ’70, a studiare la possibilità di costruire un plastico che avesse la possibilità di far viaggiare due treni contemporaneamente e di poter eseguire qualche manovra nello stesso tempo.

Fin dal primo momento, con l’aiuto dei manuali Marklin, il progetto è stato pensato per posare sia i binari che la linea aerea. Dato il poco spazio a disposizione, metri 2,70 x 1,35, la soluzione è stata la costruzione di due otto paralleli che si incrociano ad un livello superiore. Al livello inferiore era disposta la stazione con il raddoppio di ciascun binario di corsa per avere a disposizione il treno alternativo per ogni via. Negli spazi rimanenti ho inserito i binari per il deposito locomotive e per lo smistamento merci. Il tutto è stato corredato di semafori che agiscono automaticamente al passaggio del convoglio e allo stato degli scambi. L’alimentazione delle locomotive può avvenire sia dalla terza rotaia che dalla linea aerea assoggettata sempre ai sistemi di blocco. Per il paesaggio, cespugli e altro è stato fondamentale l’aiuto di mia moglie.

Le immagini mostrano il risultato.

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foto di Alberto Pedrini

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